L’analisi tattica di Chelsea-Barcellona 1-1

Analisi tattica Chelsea-Barcellona

Gara spettacolare e ritmi pazzeschi a “Stamford Bridge”. Più che un ottavo di finale sembrava stessimo assistendo ad una semifinale di Champions League.

Antonio Conte indovina la tattica per imbrigliare l’avversario e lo domina per lunghi tratti. Il Barcellona accusa il colpo e sembra destinato a cadere ma ritorna in vita grazie alla “follia” della difesa del Chelsea.

I Blues saranno chiamati all’impresa per strappare la qualificazione fra 3 settimane al “Camp Nou” ma la sensazione è che i giochi sono ancora aperti.

Analisi Tattica Chelsea-Barcellona 1-1
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Analisi tattica: Chelsea-Barcellona 1-1

Il tecnico italiano schiera il 3-4-3 con Courtois tra i pali; Azpilicueta-Christensen-Rudiger nel terzetto di difesa; Kanté e Fabregas in mezzo al campo con Victor Moses e Marcos Alonso sulle fasce; davanti si affida a Willian, Hazard e Pedro. Il Chelsea in fase di non possesso gioca con un vero e proprio 5-4-1, con Willian chiamato ad allungarsi rispetto a Pedro che scala tra i due esterni di centrocampo. Hazard fa il “Falso nueve”, posizione congeniale al belga in un sistema costruito per contenere i catalani.

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Valverde opta per il solito 4-3-3 con Ter Stegen dietro a Sergi Roberto, Piqué, Umtiti e Jordi Alba; centrocampo composto da Busquets, Rakitic e Paulinho; Suarez punta centrale con Messi e Iniesta che ruotano attorno al bomber uruguayano. Gli inglesi giocano un primo tempo di grande intensità, pur lasciando il palleggio al Barcellona, annullando qualsiasi sortita offensiva degli avversari. La squadra di Conte si scatena in contropiedi micidiali affidandosi all’estro di Hazard e Willian. Il brasiliano ha due chance per portare i Blues in vantaggio con due botte violente dal limite dell’area, che in entrambi casi s’infrangono sfortunatamente sul legno a Ter Stegen battuto.

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L’equilibrio della prima frazione però non resiste a lungo. Willian, per distacco il migliore in campo, si riscatta al 62′ segnando con un destro secco dal limite infilato all’angolino (su assist dell’immancabile Hazard). Il vantaggio carica il Chelsea, che sembra avere più gamba dei catalani, ma a un quarto d’ora dalla fine ecco la sliding door che decide l’incontro (e che pesa come un macigno nel discorso qualificazione). Christensen sceglie di uscire dal pressing con un passaggio in orizzontale al limite dell’area di rigore, Azpilicueta sbaglia l’uscita e viene anticipato da Iniesta, che serve un cioccolatino per Messi. Sinistro chirurgico del fuoriclasse argentino (che in carriera non aveva mai segnato ai Blues) e il Barcellona trova inaspettatamente il pari. Nel finale c’è spazio per Morata, il grande escluso del match, ma gli inglesi sono frastornati dal “suicidio” e non riescono a rendersi più pericolosi. Finisce così in parità, con buona pace del Barça che lascia Londra con un pesantissimo gol in trasferta.

Il commento

Antonio Conte si merita un abbondante sufficienza per l’organizzazione tattica dei suoi e per come ha preparato la partita. La notte di Champions League però viene macchiata da un errore grossolano della sua difesa. La lettura sbagliata in uscita di Christensen manda a monte una prestazione da incorniciare dei Blues, ma nemmeno Azpilicueta è esente da colpe. Molti sui social l’hanno etichettato come un qualcosa che “succede in terza categoria”, forse non sarebbe tollerato nemmeno su quei campi. L’allenatore italiano poi continua a vivere una personale maledizione con questa competizione. I due pali colti nel primo tempo lo dimostrano.

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Di contro i Blaugrana continuano a essere vittime di loro stessi in campo europeo. Il tiki-taka catalano è perfetto per la Liga ma fuori dai confini iberici diventa un gioco fine a sé stesso, soprattutto per meriti dei tecnici del Vecchio Continente che hanno trovato un potente antidoto. La difesa ballerina di Valverde viene però compensata dalla perla di Messi che raggiunge quota 98 in Champions e sfata il tabù contro la squadra di Conte.