L’analisi tattica di Inter-Roma 1-1

Spazio a Inter e Roma nel consueto appuntamento settimanale con l’analisi tattica. Oggi ci occuperemo del match disputato a San Siro, terminato sull’1-1 dopo l’iniziale vantaggio firmato da El Shaarawy e il pareggio, arrivato nel finale, ad opera di Vecino. Partiamo con le formazioni.

I due allenatori si affidano ai rispettivi marchi di fabbrica. 4-2-3-1 per Luciano Spalletti, con Handanovic tra i pali, Cancelo, Skriniar, Miranda e Santon in difesa, Vecino e Gagliardini a centrocampo e Candreva, Borja Valero e Perisic sulla trequarti, alle spalle dell’unica punta Icardi.

4-3-3 per Eusebio Di Francesco, che privo degli infortunati De Rossi e Perotti decide di arretrare Strootman in mediana e alzare Nainggolan nel tridente offensivo, con Gerson in posizione di mezzala. L’undici giallorosso è dunque il seguente: Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Gerson; El Shaarawy, Dzeko, Nainggolan.

Analisi tattica: Inter-Roma 1-1

È l’Inter a tentare più spesso la costruzione dal basso, con la Roma che si adegua al gioco nerazzurro e sfrutta il pressing per rubare il pallone a centrocampo. Palla al piede, i nerazzurri vivono momenti di difficoltà soltanto in mediana, con Gagliardini che in quarantacinque minuti regala tre pericolosi palloni agli avversari. Per il resto la manovra funziona, sia in difesa – grazie a Miranda e Skriniar – sia sulle fasce – con Candreva e Perisic. Dal punto di vista del pressing i padroni di casa fanno fatica, è in particolare la marcatura pressoché assente su Strootman a favorire i giallorossi, tuttavia molto imprecisi negli ultimi trenta metri. A Di Francesco manca un vero e proprio regista, tanto che il vantaggio arriva sul rilancio di Alisson: la difesa nerazzurra è schierata, ma Santon sbaglia il tempo dell’intervento ed El Shaarawy punisce l’errore del terzino battendo Handanovic in uscita.

L’altra grande occasione degli ospiti è rappresentata dal tiro impreciso di Pellegrini, servito da Gerson su invenzione di Kolarov. A parte queste due conclusioni, Handanovic non corre nessun pericolo, mentre dall’altra parte Alisson è costretto a intervenire su Icardi e Perisic, finalizzatori designati dei ripetuti cross di Cancelo e Candreva.

Secondo tempo

Le verticalizzazioni richieste da Spalletti vengono bloccate dall’intensità degli avversari, di conseguenza, all’intervallo, il tecnico di Certaldo decide di inserire Brozovic per Gagliardini, arretrando Borja Valero affianco a Vecino e mettendo il croato alle spalle di Icardi, in pressing su Strootman. Pure all’andata Gagliardini venne sostituito dopo un tempo, con Joao Mario che fu schierato trequartista. La mossa funziona anche a San Siro: i due ex Fiorentina vincono praticamente tutti i duelli con Pellegrini e Gerson, mentre Brozovic, oltre a pressare Strootman, garantisce più dinamicità alla fase offensiva. Con Borja Valero a centrocampo il giro palla dell’Inter si fa molto più preciso, il baricentro della Roma inizia di conseguenza ad arretrare e neanche il passaggio al 3-5-1-1 dopo gli ingressi di Bruno Peres e Juan Jesus al posto di Gerson ed El Shaarawy cambiano l’atteggiamento intimorito dell’undici capitolino.

I giallorossi smettono praticamente di giocare, Spalletti inserisce Eder e Dalbert dando nuova linfa alle due corsie. È quella di sinistra è la più pericolosa, perché Peres si trova costantemente in inferiorità numerica contro Perisic e l’ex Nizza: da un cross del croato Icardi colpisce il palo, da una rimessa laterale di Dalbert l’attaccante argentino impegna Alisson. Ma alla terza occasione l’Inter pareggia: Peres, lasciato solo da Nainggolan, valuta male la situazione scalando su Dalbert invece di pressare il portatore di palla (Brozovic), il numero 77 crossa verso il centro e trova il puntuale inserimento di Vecino, bravo a sbucare tra Fazio e Juan Jesus.

Considerazioni finali

Il gol della Roma è stato casuale, quello dell’Inter no. Un girone fa la Roma aveva meritato di (stra)vincere la sfida per i primi sessanta minuti, stavolta sono i nerazzurri a recriminare. Il merito principale di Spalletti è quello di aver inserito Brozovic, con Gagliardini che esattamente come successo all’andata ha avuto enormi difficoltà nel gestire il pallone contro il pressing avversario. Un pressing che pian piano si è affievolito grazie alla velocità di Brozovic, alla tecnica di Borja Valero e alle continue spinte di Candreva (e Cancelo) e Perisic (e Dalbert).

Al momento del passaggio alla difesa a tre, la Roma aveva lasciato già troppo campo agli avversari e né Dzeko né Nainggolan sono riusciti a garantire la profondità necessaria. Il bosniaco è risultato praticamente nullo (zero dribbling riusciti, 41% di passaggi errati), il belga ha perso la metà degli uno contro uno provati (8 su 16). Borja Valero ha chiuso la gara con il 91% di passaggi riusciti, Vecino con il 93%, Strootman con l’88% e Pellegrini con il 75%: una volta alzate la qualità in mediana la dinamicità sulla trequarti (e venuto meno il fiato della Roma), il pallino del gioco è stato soltanto nelle mani dell’Inter.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.