L’analisi tattica di Milan-Arsenal

Milan Arsenal Analisi Tattica

Troppi errori. Lo ha detto Gennaro Gattuso ieri a fine partita riguardo alla prestazione del suo Milan, evidentemente visto svagato e meno concreto rispetto alle ultime uscite.

Ma la fonte della vittoria per 2-0 dell’Arsenal a San Siro si può ritrovare nel gioco espresso e nel palleggio quasi ipnotico della formazione di Arsène Wenger, che ha dato l’idea ieri di essere tutto tranne che una squadra in crisi.

Gunners hanno concesso poco e pressato alto gli uomini di Gattuso, facendoli uscire raramente palla al piede dalla propria metà campo. Come scrive la Gazzetta dello Sport l’idea strategica degli inglesi è stata quella di portare superiorità numerica in fase di palleggio e possesso palla nella metà campo milanista e creare così scompiglio.
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Analisi tattica: Milan-Arsenal

L’Arsenal fa il vero Arsenal, il Milan non riesce a esprimersi sui livelli delle ultime tredici partite. Potrebbe essere una semplificazione, ma è la sintesi di quanto visto a San Siro, dove Wenger ha vinto il primo duello del confronto generazionale con Gattuso. Una differenza di esperienza apparsa evidente non soltanto in panchina, ma anche in campo, dove gli inglesi hanno plasmato la partita nel modo a loro più congeniale, mentre i rossoneri sono apparsi, prima di tutto, a corto di benzina.

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La differenza di energie a disposizione delle due squadre è stato probabilmente il fattore principale del match. Il Milan di Gattuso, per dare il meglio e vincere, dev’essere supportato da un’adeguata condizione atletica: il tecnico calabrese predica pressing verticalizzazioniaccelerazioni brucianti. Giovedì Suso e compagni sono apparsi lontani dal poter applicare questo tipo di schema.

Di contro, i Gunners hanno sfruttato sapientemente il palleggio, in virtù di centrocampisti come Ozil e Ramsey, con Xhaka chiamato a fare da diga. L’Arsenal ha costruito il successo pressando alto fin dall’inizio, dopo l’illusorio avvio del Milan. Welbeck si è dedicato con abnegazione ad annullare Bonucci in fase di costruzione, affidata conseguentemente a Romagnoli, non uno scarso dal punto di vista tecnico, ma il capitano rossonero ha un’altra visione di gioco.

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Quando il Milan, poi, cercava di allargare il gioco sulle fasce, con l’obiettivo di dare aria alla manovra e spostare il pallone da un centrocampo intasato sapientemente da Wenger agli esterni, i due terzini – non i titolari dei londinesi – si facevano trovare molto alti, impedendo lo sviluppo della manovra a Suso e Calhanoglu.

In chiave di costruzione, inoltre, l’Arsenal ha offerto il meglio del suo repertorio: fraseggi corti a precedere imbucate improvvise, che hanno fatto male al Milan, il quale nelle precedenti partite aveva palesato decisamente un altro tipo di capacità di gestire questo tipo di situazioni.

Alla vigilia si era parlato molto del momento d’oro dei rossoneri e di quello drammatico della banda Wenger: non che Bonaventura e soci fossero favoriti, ma ci si aspettava un altro Milan.