L’analisi tattica di Napoli-Roma 2-4: vince l’umiltà di Di Francesco

Il primo gol di Dzeko

Bentornati a un nuovo appuntamento con l’Analisi Tattica, la rubrica di Parola al calcio dedicata agli stili di gioco. Oggi ci occupiamo di Napoli e Roma, protagoniste del posticipo del sabato della 27° giornata di Serie A, terminato con un sorprendente 4-2 per i giallorossi.

Gli uomini di Di Francesco sono riusciti a rimontare lo svantaggio iniziale, siglato da Insigne, grazie alle reti di Under, Dzeko (doppietta) e Perotti. Mertens, nel finale, ha invece firmato il secondo gol degli azzurri. Ora è però tempo di riavvolgere il nastro e analizzare la partita, partendo dalle formazioni.

Entrambe le squadre si schierano con il 4-3-3. Il Napoli scende in campo con Reina tra i pali, Hysaj, Albiol, Koulibaly e l’ex della gara Mario Rui in difesa, Allan, Jorginho e Zielinski – al posto del febbricitante Hamsik – a centrocampo, Callejon, Mertens e Insigne in attacco. La Roma risponde con Alisson in porta, Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov nella linea difensiva, Nainggolan, De Rossi e Strootman a metà campo e il tridente offensivo Under-Dzeko-Perotti.

Analisi tattica: Napoli-Roma 2-4

Dzeko e Perotti
L’esutanza di Dzeko (copyright: Fantagazzetta)

Gli ospiti iniziano la gara con un pressing altissimo: Dzeko va a ostacolare i centrali di difesa, mentre lo spazio tra questi ultimi e Jorginho è presidiato ora da Strootman, ora da Nainggolan; le ali vanno sui terzini e sul mediano brasiliano naturalizzato italiano scala addirittura De Rossi. Nonostante l’aggressione dei giallorossi sui portatori di palla, al 6′ si concretizza il vantaggio del Napoli, dopo un lungo possesso palla che finisce col cogliere la Roma impreparata sulla fascia destra. Mario Rui viene lasciato libero da Under, e in questo modo il terzino ha tutto il tempo di portarsi sul fondo e crossare per Insigne, in gol come all’andata.

L’1-0 dura però appena un minuto, visto che nell’azione successiva Under si fa perdonare beffando Reina grazie alla deviazione decisiva di Mario Rui. Il turco viene lanciato in profondità da Nainggolan, dopo un bel recupero a centrocampo di Strootman.

Il Napoli ci riprova con Insigne: Alisson risponde presente. Il numero 24 azzurro, nel corso del primo tempo, scambia spesso la posizione con Mertens, giocando praticamente da falso nueve. Giocando in una posizione più accentrata, il “folletto” sarà il più pericoloso dei suoi, tuttavia non riuscirà più a battere Alisson.

Il primo gol di Dzeko
Il 2-1 di Dzeko (copyright: Sky Sport)

Il 2-1 della Roma arriva quasi dal nulla, con un cross di Florenzi deviato in rete da Dzeko, bravo a liberarsi della marcatura di Albiol. Prima di questa partita, i giallorossi erano la seconda squadra del campionato per numero di cross e la diciassettesima per numero di gol arrivati da traversoni, e già al 3′ Perotti aveva evidenziato questa discrepanza, mandando sopra la traversa un invitantissimo cross di Nainggolan. Al di là della poca precisione degli attaccanti, la responsabilità di questi dati è anche da ricondursi all’incapacità di Dzeko di tagliare verso il primo palo: il gol del bosniaco è infatti la fotografia perfetta delle sue caratteristiche, con il centravanti che rimane fermo, “limitandosi” a imporre la propria fisicità sul diretto marcatore. Paradossalmente, la rete dei capitolini arriva dopo un lungo possesso palla, marchio di fabbrica dei loro avversari.

Secondo tempo

Nella ripresa il Napoli preme alla ricerca del pareggio, mentre la Roma si chiude con un 4-5-1 grazie al quale riesce più volte a interrompere le avanzate degli uomini di Sarri. Quando i meccanismi difensivi falliscono, invece, c’è il solito Alisson a salvare i compagni di squadra. I giallorossi rimangono corti, Di Francesco inverte le mezzali: Nainggolan va su Allan, Strootman su Zielinski prima e Hamsik poi, con l’obiettivo di pareggiare il dinamismo del brasiliano con la corsa del belga e di sfruttare la maggiore fisicità dell’olandese dei confronti dei due registi napoletani.

Duello tra Insigne e De Rossi (copyright: Calciomercato.com)

I padroni di casa sfiorano il 2-2 con la classica giocata in verticale tra Hamsik e Insigne, con quest’ultimo che vede la sua conclusione finire a lato di un soffio. Ma subito dopo, ecco il 3-1 della Roma, nato da un’invenzione di Dzeko, che dribbla – troppo facilmente – Mario Rui e batte Reina con un sinistro a giro dal limite dell’area.

Sul doppio vantaggio è ancora Alisson il protagonista, con due ulteriori interventi fondamentali su Insigne. E a segnare è di nuovo la Roma, con Perotti che sfrutta un colpo di tacco inutile di Mario Rui per mettere definitivamente in cassaforte il risultato. Il portiere brasiliano salva anche su Pellegrini, autore di uno sciagurato retropassaggio che porta a una punizione a due in area, respinta sulla linea da Florenzi. Solo Mertens riesce a rendere meno amaro il passivo, con una precisa conclusione dalla distanza.

Considerazioni

Napoli-Roma è stata una partita contraddistinta dagli episodi. Eccezion fatta per la seconda rete, i gol della Roma sono arrivati quasi per caso: il primo grazie a una deviazione, il terzo e il quarto per colpa di un errore difensivo. Praticamente, soltanto in occasione del 2-1 di Dzeko c’è stato un giro palla ragionato. Il centravanti bosniaco ha disputato la sua miglior partita degli ultimi quattro mesi, non solo per le due realizzazioni. Sempre attivo nella manovra e nel pressing, è uscito vincitore assoluto dalla sfida con Albiol e Koulibaly, fino allo scorso sabato i centrali meno battuti del campionato.

Alisson
Alisson, grande protagonista della sfida del San Paolo (copyright: Calciomercato.com)

L’altro migliore in campo è stato senza ombra di dubbio Alisson, decisivo in almeno quattro occasioni. Il Napoli non ha affatto giocato una brutta gara, come dimostrano i 26 tiri totali contro gli 11 della Roma. I giallorossi sono stati semplicemente più cinici: cinque conclusioni verso la porta, quattro gol.

Un plauso, tuttavia, spetta a Di Francesco, capace di capire i limiti della propria squadra di fronte a una compagine organizzata come quella napoletana. La Roma ha iniziato con un pressing altissimo, portando addirittura sei giocatori nella metà campo avversaria (De Rossi, da mediano, faceva lo stesso lavoro del trequartista Nainggolan nella sfida della passata stagione). Successivamente, con le energie che venivano meno, ha deciso umilmente di chiudersi. L’esatto contrario di quanto era avvenuto contro il Milan.

La sconfitta del Napoli, figlia di errori di singoli e non di squadra, rappresenta un campanello d’allarme importante, dal momento che la Juventus, unica compagine ad espugnare il San Paolo prima di sabato sera, ha giocato allo stesso modo dei giallorossi. Che le squadre della Serie A (almeno quelle più forti) abbiano trovato la kryptonite al gioco più bello d’Italia? È ancora presto per dirlo, anche se le parate di Alisson dimostrano che i partenopei sono ben lontani da un momento di crisi.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.