L’analisi tattica di Roma-Milan 0-2: Gattuso espugna l’Olimpico

Quinta vittoria consecutiva per il rigenerato Milan di Gennaro Gattuso, che batte 2-0 la Roma avvicinandosi sempre di più alla zona Champions League. Sono ora sette le lunghezze di distacco dei rossoneri dal quarto posto, un obiettivo realistico se consideriamo i punti rosicchiati a Lazio e Inter, oltre che alla stessa Roma.

I giallorossi vengono sconfitti all’Olimpico per la quarta volta nelle ultime sei partite. In generale, i capitolini hanno vinto solo quattro delle ultime quattordici gare disputate tra campionato e coppe: un rendimento clamorosamente negativo, specie se confrontato con quello dei quattordici incontri precedenti, nei quali erano arrivati ben dieci successi.

Le due squadre adesso entrano nel momento decisivo della stagione: il Milan è chiamato a confermare i progressi evidenziati da gennaio in avanti, la Roma dovrà invece tornare quella ammirata fino alla vittoria del derby di metà novembre.

Analisi tattica: Roma-Milan 0-2

Sia Di Francesco che Gattuso scelgono il 4-3-3. Padroni di casa con Alisson tra i pali, Peres, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa, Pellegrini e Nainggolan a protezione di Strootman, Under, Schick e Perotti nel tridente. Ospiti con Donnarumma in porta, Calabria, Bonucci, Romagnoli e Rodriguez in difesa, Kessié, Biglia e Bonaventura a centrocampo, Suso e Calhanoglu sulle fasce e Cutrone unica punta.

Solito schema tattico per la Roma. L’impostazione dalle retrovie spetta in particolare a Kolarov, mentre Manolas e Fazio si limitano a distribuire il pallone ai lati. Strootman diventa il vero regista della squadra: da lui si sviluppano le tante triangolazioni richieste da Di Francesco. In fase difensiva, il modulo diventa un 4-4-1-1, con Schick che si occupa di Bonucci e Pellegrini che va a scalare su Romagnoli.

Baricentro più basso per il Milan. Senza palla, le ali rossoneri arretrano fino alla linea dei centrocampisti, con Cutrone in pressing su Strootman. Suso e Calhanoglu attendono le avanzate di Peres e Kolarov, i raddoppi di marcatura sono invece affidati a Kessié. Nel primo tempo gli uomini di Gattuso fanno ricorso specialmente ai lanci di Bonucci, senza però avere fortuna.

La concentrazione dei ventidue in campo in fase di copertura è alta, nessuno commette sbavature e le occasioni latitano. Sono i calciatori più tecnici ad andare in difficoltà: Bonaventura e Calhanoglu faticano a duettare, Suso, Perotti e Under si vedono solo a sprazzi. Arrivati all’intervallo, l’occasione più pericolosa è un tiro dalla distanza del giovane turco della Roma.

Il gol di Cutrone e l’errore di Di Francesco

Tutto cambia al 3′ della ripresa, quando da delizioso assist di Suso nasce il gol di Cutrone. Manolas sbaglia l’intervento e l’attaccante sigla il vantaggio quasi casualmente, colpendo la palla con la suola. La reazione dei padroni di casa è rappresentata dal destro impreciso di Perotti, subito dopo Di Francesco decide di togliere un irriconoscibile Nainggolan e inserire Dzeko, passando al 4-2-4.

Se nelle ultime apparizioni la vicinanza tra Dzeko e Schick era servita a entrambi per non rimanere troppo staccati dal resto della squadra, stavolta il cambio di modulo peggiora la situazione. Ai due attaccanti non arriverà un pallone giocabile, dal momento che Strootman e Pellegrini verranno annullati dal più numeroso centrocampo avversario. Gattuso, inoltre, azzecca il cambio Cutrone-Kalinic, con il croato che nel giro di due minuti impegna Alisson dalla distanza e poi serve a Calabria l’assist per il definitivo 2-0 al 74′.

Considerazioni

Tanti interrogativi sulla condizione fisica della Roma, che ancora una volta nel secondo tempo ha smesso di giocare. I giallorossi hanno incassato la seconda rete cento secondi dopo aver subito una ripartenza quattro contro tre, e già in quell’occasione i capitolini erano apparsi lenti. Al contrario, i rossoneri sono usciti alla ripresa, sfruttando le difficoltà avversarie. Fa riflettere in particolare una statistica, quella relativa alle occasioni da gol: 3-1 per la Roma alla fine del primo tempo, 7-4 per il Milan al triplice fischio.

Il Roma-Milan di ieri è stato molto simile a quello dell’andata. Stavolta gli episodi hanno sorriso ai rossoneri, che grazie al vantaggio e a qualche accorgimento tattico sono riusciti pure a raddoppiare. Lo stesso era accaduto alla Roma a San Siro, dove Dzeko aveva trovato il gol dell’1-0 e l’avanzamento di Nainggolan sulla linea della trequarti mandato in tilt la difesa avversaria, punita poi da Florenzi.

All’Olimpico, al contrario, le modifiche di Di Francesco hanno cambiato la gara in favore del Milan. Per la prima volta il tecnico giallorosso sembra non avere il controllo della sua squadra, apparendo quasi rassegnato, come se avesse finito le idee. Forse tradito da calciatori che riteneva superiori. Nelle ultime gare ha provato quattro moduli differenti (4-3-3 e 4-2-3-1 di partenza, 4-2-4 e 3-5-2 a gara in corso), ma nessuno di questi gli ha dato garanzie. Garanzie che invece ha trovato Gattuso con il 4-3-3: i rossoneri sono finalmente ordinati in campo e soprattutto sono tornati ad avere delle motivazioni. Per entrambe le squadre, come detto all’inizio, saranno fondamentali le prossime partite.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.