L’analisi tattica di Roma-Shakhtar 1-0: Dzeko-gol, si va ai quarti

A dieci anni dall’ultima volta, la Roma approda ai quarti di finale di Champions League, superando lo Shakhtar Donetsk per 1-0, grazie al gol di Edin Dzeko. Basta infatti la rete del bosniaco per far esultare i giallorossi, impenetrabili in difesa e cinici in zona gol, occasione di Perotti a parte.

La gara dell’Olimpico è stata una battaglia, e non ci riferiamo soltanto allo spintone di Facundo Ferreyra ai danni del giovane raccattapalle Matteo Cancellieri, attaccante dell’Under 16 allenata da Gianluca Falsini. I ventidue in campo hanno fatto il possibile per passare il turno, ma il verdetto del campo ha premiato la Roma.

Gli uomini di Di Francesco, nonostante un inizio di partita in sofferenza, hanno preso in mano le redini del gioco fino al quarto d’ora finale, quando sono stati costretti ad abbassare il proprio baricentro per la voglia dello Shakhtar e la paura di non farcela.

L’analisi tattica di Roma v Shakhtar 1-0

La Roma scende in campo con la stessa formazione dell’andata: Alisson in porta, Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa, Nainggolan, De Rossi e Strootman a centrocampo, Under, Dzeko e Perotti in attacco. Lo Shakhtar Donetsk risponde con Pyatov tra i pali, Butko, Ordets, Rakitskiy e Ismaily sulla linea difensiva, Fred e Stepanenko in mediana, Marlos, Taison e Bernard sulla trequarti, dietro all’unica punta Ferreyra.

I giallorossi cominciano con un ottimo pressing, cercando di bloccare ogni via di passaggio dei propri avversari. Come al solito, Dzeko e Nainggolan si dirigono verso i due centrali, Under e Perotti fanno lo stesso sui terzini. Fred e Stepanenko vengono braccati da De Rossi e Strootman, e in questo modo Pyatov è spesso chiamato al lancio lungo. In fase di possesso, con De Rossi chiuso da Taison, la Roma si affida alla catena di sinistra formata da Kolarov e Perotti, con l’ausilio di Fazio e Strootman, senza comunque rinunciare al lancio in profondità verso Under, sulla corsia destra.

Il turco, come all’andata, si dimostra l’anello debole in fase di copertura. Più volte il numero 17 è fuori posizione nelle discese di Ismaily, costringendo De Rossi a scalare sulla fascia in aiuto di Florenzi, altrimenti in inferiorità numerica.

Nei primi minuti lo Shakhtar approfitta dell’intimorimento dei capitolini, evidente in particolare nel giro palla, lento e senza tocchi di prima. Col passare del tempo, tuttavia, la Roma aumenta il ritmo, avanzando il proprio baricentro e scrollandosi di dosso la paura iniziale. Le occasioni, però, latitano per tutta la prima frazione.

Secondo tempo

Gli uomini di Di Francesco escono dagli spogliatoi con la volontà di giocarsi il tutto per tutto. E al 52′ vanno in vantaggio, con uno splendido lancio in profondità di Strootman che mette Dzeko a tu per tu con Pyatov: il bosniaco controlla il pallone e batte il portiere in uscita.

Sull’1-0 lo Shakhtar si apre e concede qualche contropiede di troppo agli avversari. Nei venti minuti successivi al vantaggio la Roma ha tre tentativi per chiudere la partita, ma Perotti si divora una palla gol colossale “passando” il pallone a Pyatov e successivamente Dzeko e Gerson (entrato al posto di Under) mancano di precisione.

Al 79′ lo stesso Dzeko ruba il tempo a Ordets, che da ultimo uomo lo stende beccandosi il rosso. La gara si incattivisce e gli ucraini non gradiscono le perdite di tempo dei romanisti: a farne le spese è il già citato Cancellieri, il quale, spintonato da Ferreyra, entra nella lista dei raccattapalle giallorossi divenute celebrità, subito dopo Gianluca Caprari, che nel 2008, tre anni prima dell’esordio con i grandi, posizionò velocemente il pallone nei pressi della bandierina del calcio d’angolo provocando il gol di Mancini in Roma-Palermo, tra le ire del patron rosanero Zamparini.

Considerazioni

Negli ultimi minuti è solo lo Shakhtar ad attaccare, ma la Roma resiste e per la prima volta dalla stagione 2004-05 termina la gara senza aver subìto un tiro in porta. Nonostante un possesso palla del 61%, gli ucraini non sono mai riusciti a rendersi pericolosi, rischiando più volte il 2-0. I capitolini hanno meritato la vittoria, difendendosi egregiamente e sfruttando la lentezza dei centrali ospiti, in difficoltà davanti alle verticalizzazioni dei padroni di casa. La serata di ieri ha promosso la Roma, messa di fronte adesso a un nuovo, bellissimo ostacolo.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.