L’analisi tattica di Shakhtar-Roma: giallorossi belli per un tempo

Nonostante un’ottima prima frazione, la Roma cade 2-1 in Ucraina contro lo Shakhtar Donetsk, complicandosi la vita, seppur in maniera non irreparabile, in vista della partita di ritorno. Gara dai due volti quella del Metalist Stadium, con gli ospiti che dominano i quarantacinque minuti iniziali, subendo poi la reazione avversaria nella ripresa: non basta l’ennesimo gol di Under, gli arancioneri passano nel secondo tempo con Ferreyra e Fred.

Di Francesco ripropone il 4-2-3-1 visto nelle ultime settimane, con Alisson in porta, Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa, De Rossi e Strootman in mediana, Nainggolan sulla stessa linea di Under e Perotti e Dzeko unica punta. Stesso modulo per Paulo Fonseca, questa la formazione iniziale dello Shakhtar: Pyatov; Butko, Kryvtsov, Rakitskiy, Ismaily; Fred, Stepanenko; Marlos, Taison, Bernard; Ferreyra.

Analisi tattica: Shakhtar Donetsk v Roma 2-1

 

Quella del primo tempo è una bella Roma. I giallorossi vanno all’intervallo sullo 0-1, ma lo scarto poteva essere decisamente più ampio. La strategia dell’ex tecnico del Sassuolo funziona: l’asse Kolarov-Perotti è scatenato e a più riprese crea pericoli sulla fascia sinistra, dove Butko non è in grado di contenere i suoi avversari. I capitolini tengono bene il campo: la difesa alta regge sulle offensive degli ucraini, Fazio in particolare si destreggia benissimo negli anticipi. Solo Florenzi ha qualche difficoltà con Bernard, ma gli attacchi del brasiliano, almeno nella prima frazione, non causano particolari danni.

Dzeko si mangia due gol: nella prima occasione, sugli sviluppi di un corner, non riesce a colpire bene un pallone già sporcato da Strootman; nella seconda, dal limite dell’area, decide di calciare di piatto e non di potenza, “passando” la sfera a Pyatov. Il bosniaco non si smentisce, sbaglia occasioni facili ma le crea anche, come quando al minuto 41 inventa il filtrante per Under: il turco esegue il taglio alla perfezione e con un po’ di fortuna riesce a superare il portiere ucraino realizzando in quinto gol nelle ultime quattro partite.

Secondo tempo

Al rientro dagli spogliatoi è un altro Shakhtar. Ferreyra impegna Alisson dopo un minuto, lo stesso attaccante al 53′ realizza l’1-1 in contropiede. Succede tutto dopo un corner battuto da Florenzi sul quale Manolas colpisce di testa trovando Pyatov. L’estremo difensore serve velocemente Rakitskiy, che dalle retrovie fa partire un lungo lancio verso Ferreyra. I giallorossi devono ancora riorganizzarsi: di conseguenza, Florenzi è in ritardo e buca l’intervento, mentre Manolas tenta una corsa disperata per fermare Ferreyra, che tuttavia non si scompone e beffa il centrale greco con una finta a rientrare, presentandosi poi solo davanti all’incolpevole Alisson.

La Roma accusa il colpo, subito dopo Marlos sfiora il 2-1, ma il portiere brasiliano è attento sia sulla conclusione del numero 11, sia sul tentativo successivo di Taison. Nulla può, però, sul calcio di punizione perfetto di Fred (clicca qui per l’approfondimento sul confronto Nainggolan-Fred), che trova al 70′ il vantaggio per gli ucraini.

Di Francesco ricostruisce la fascia destra con Peres e Gerson al posto di Florenzi e Under (in netta difficoltà contro Ismaily e Bernard), ma impedire il dominio territoriale dello Shakhtar è impossibile, soprattutto con gli irriconoscibili Dzeko e Nainggolan, totalmente fuori dalla partita. L’ultima occasione del match è ancora degli arancioneri, che sfiorano il 3-1 con il neo entrato Kovalenko: sono Alisson e Peres, con un intervento combinato, ad evitare un passivo pesantissimo.

Considerazioni

È la condizione fisica dei calciatori della Roma a lasciare maggiormente perplessi. Non è la prima volta che i giallorossi durano quarantacinque minuti, ma stavolta i loro avversari, negli ultimi due mesi, avevano disputato una partita di campionato e sei amichevoli. Invece gli ucraini sono usciti alla distanza, nonostante il tecnico Paulo Fonseca abbia fatto solo due cambi: uno per infortunio (il difensore centrale) e l’altro al 90′.

L’utilizzo del 4-2-3-1 al posto del 4-3-3 non ha migliorato le cose. Il rendimento di Dzeko e Nainggolan non è aumentato nonostante siano tornati a giocare più vicini: il bosniaco nel secondo tempo è scomparso, il belga non è mai stato in partita. Insufficiente anche Florenzi: probabilmente debilitato dall’influenza intestinale, ha risentito pure della mancanza di collaborazione da parte di Under, positivo in attacco ma inesistente in copertura.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.