L’analisi tattica di Tottenham-Juventus 1-2: la perfetta lettura di Allegri

Con una grande rimonta nel secondo tempo, la Juventus riesce a battere 2-1 il Tottenham qualificandosi ai quarti di finale di Champions League. In tre minuti, Higuain prima e Dybala poi riescono a ribaltare il punteggio, dopo l’iniziale vantaggio firmato da Heung-Min Son.

Una serata che conferma quanto gli uomini di Allegri siano una grande squadra e quanto lo stesso Allegri sia un grande allenatore. Le sue scelte hanno cambiato la partita mettendo i crisi i padroni di casa, i quali, fino a quel momento, non avevano corso alcun pericolo.

Iniziamo quindi la nostra analisi tattica con la lettura delle formazioni: 4-2-3-1 per il Tottenham, che si dispone con Lloris in porta, Trippier, Sanchez, Vertonghen e Davies in difesa, Dier e Dembélé in mediana, Eriksen, Dele Alli e Son sulla trequarti e Kane unica punta. La Juventus risponde con il 3-5-2: davanti a Buffon, agiscono Barzagli, Benatia e Chiellini; sulle fasce Douglas Costa e Alex Sandro, a centrocampo Khedira, Pjanic e Matuidi e in attacco Dybala e Higuain.

Analisi tattica: Tottenham-Juventus 1-2

Nella prima frazione sono gli inglesi a dominare. Il gioco in verticale degli Spurs mette in difficoltà i campioni d’Italia: gli inglesi cercano spesso Kane e Son in profondità e Barzagli soffre la velocità del coreano. In fase difensiva Alex Sandro scala sulla linea di difesa e Matuidi sulla fascia sinistra, formando un 4-4-2 simile a quello visto al San Paolo, qualche mese fa, contro il Napoli. Nonostante il tentativo di pressing alto, con Higuain e Dybala sui centrali e Matuidi su Dier, il Tottenham non fa fatica ad aggirare la fase di copertura dei bianconeri, arrivando spesso dalle parti di Buffon.

Anche in fase di impostazione gli uomini di Allegri vanno in difficoltà, a causa dell’aggressione dei quattro uomini offensivi di Pochettino ai danni di Pjanic, Benatia e Chiellini. Il dominio territoriale degli Spurs si traduce nella rete dello scatenato Son, che al 40′ approfitta di un incredibile 4vs2 per battere Buffon sul traversone di Trippier. È clamorosa la facilità con cui il Tottenham riesce a superare la difesa avversaria: il gol del vantaggio arriva addirittura al dodicesimo tiro effettuato. Dall’altra parte, nello stesso arco di tempo, solo Dybala era riuscito a impensierire Lloris.

La svolta: i cambi di Allegri

Il quarto d’ora iniziale della ripresa procede sulla falsariga del primo tempo. Al 60′ Allegri sostituisce Benatia e Matuidi inserendo Lichtsteiner e Asamoah e ridisegnando la squadra con un 4-2-3-1. I nuovi entrati vanno a comporre la linea difensiva con Barzagli e Chiellini, Douglas Costa e Alex Sandro salgono sulla trequarti e Dybala arretra dietro a Higuain. Il modulo che non aveva funzionato all’andata diventa fondamentale nella sfida di ritorno, poiché la creazione di due coppie sulle corsie esterne manda in confusione i terzini del Tottenham. E già al 63′ la Juventus pareggia: scambio tra Dybala e Douglas Costa, cross di Lichtsteiner, sponda di Khedira e deviazione vincente di Higuain.

Lasciato solo da Son e attaccato da Dybala e Lichtsteiner, Davies permette allo svizzero di fare il bello e il cattivo il tempo. Al resto ci pensa la difesa degli Spurs, con Sanchez che si lascia anticipare da Khedira e Trippier che, costretto a marcare sia Alex Sandro che Higuain, non può fare altro che ammirare la zampata del Pipita.

Dopo tre minuti la Juve raddoppia: Higuain va incontro al pallone aggirando Sanchez, il difensore cade nel tranello e l’argentino serve in profondità Dybala, che più rapido di Vertonghen non ha problemi nel prendergli il tempo e involarsi verso la porta dell’incolpevole Lloris.

Nella mezz’ora finale il Tottenham ha una reazione d’orgoglio, ma un super Chiellini giganteggia nella propria area, neutralizzando tutte le possibili occasioni da gol degli inglesi. I bianconeri si difendono bene, e l’unico vero pericolo arriva nel finale, sul palo colpito da Kane (in posizione di fuorigioco non segnalata).

Considerazioni

Le due sostituzioni operate da Allegri hanno decisamente cambiato la partita. L’abilità del tecnico livornese nel correggere la formazione a gara in corso è risaputa, in questo ricorda molto Roberto Mancini. Stavolta, però, si è superato, dal momento che nei sei minuti successivi ai cambi sono arrivati i due gol decisivi. La superiorità numerica sulle fasce ha causato il tilt della difesa del Tottenham, che senza Rose e soprattutto Alderweireld è andata nuovamente in confusione. Davies e Trippier non sono fenomeni in marcatura, Davinson Sanchez deve ancora adattarsi a un tipo di calcio diverso da quello olandese. In Eredivisie i difensori marcano a uomo e non a zona, il suo errore sul secondo gol è figlio di quella concezione.

Decisivo anche lo spirito messo in campo dalla Juve dopo il 2-1. Nella resistenza bianconera all’offensiva degli Spurs hanno giocato un ruolo fondamentale l’esperienza e il carisma di Buffon e Chiellini, i leader difensivi della squadra. Il loro caricarsi dopo ogni intervento riuscito ha influito non poco sull’atteggiamento dei propri compagni: un netto segnale che la voglia di vincere, in casa Juventus, non è ancora passata.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.