Sassuolo, l’identikit di Mauricio Lemos

L’erede di Paolo Cannavaro si chiama Mauricio Lemos, difensore uruguaiano che il Sassuolo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dal Las Palmas. Potenzialmente, un gran colpo quello della società neroverde, che spendendo un milione si è aggiudicata per almeno sei mesi uno dei centrali più ambiti del panorama calcistico europeo.

Gli emiliani hanno battuto la concorrenza del Genoa, ma sei mesi fa il nome di Lemos era sui taccuini di Inter, Roma, Everton e addirittura Barcellona. La penultima posizione in Liga del club canario e qualche prestazione sottotono da parte del giocatore hanno fatto però calare la sua valutazione, che in estate era pari ai 30 milioni della clausola rescissoria.

In Italia, Lemos potrà ritrovare la serenità adatta e conquistare definitivamente la maglia della nazionale uruguagia dopo l’esordio del novembre scorso nell’amichevole contro la Polonia. Le carte in regola per fare bene ci sono tutte, e la cifra del riscatto (dovrebbe essere di 7 milioni) non è poi così proibitiva per le casse del patron Giorgio Squinzi.

Sassuolo, chi è Lemos: storia e caratteristiche tecniche

Mauricio Lemos nasce a Rivera il 28 dicembre del 1995. Muove i suoi primi passi nel Defensor Sporting (9 partite in due anni), ma nel 2015 viene ceduto per 400.000 euro al Rubin Kazan. In Russia resta appena sei mesi, perché nel gennaio 2016, dopo sole quattro presenze, passa in prestito al Las Palmas. In Spagna gioca da titolare la seconda parte di stagione, convincendo i dirigenti gialloblu a riscattarlo per 2 milioni e a confermarlo al centro della difesa per il torneo successivo. Sarà proprio il campionato 2016-17 quello della definitiva consacrazione, con il calciatore che totalizzerà 26 presenze condite da 5 gol: tre su calcio di punizione, uno con un destro dalla distanza e l’altro su colpo di testa.

Alto 187 centimetri per 80 chilogrammi di peso, Lemos è un difensore centrale forte fisicamente e dotato di un’ottima tecnica. Non è velocissimo, ma in marcatura è quasi impeccabile e in fase di costruzione non sbaglia praticamente un colpo: l’anno scorso, ad esempio, la sua percentuale di passaggi riusciti era dell’86%. Dice di ispirarsi al connazionale Godin, ma per stile di gioco ricorda David Luiz: come il brasiliano del Chelsea sa far ripartite bene l’azione ed è dotato di un destro pericolosissimo, molto utile sui calci piazzati.

Paolo Gaetano Franzino

Nato a Roma nel 1993, laureato in Scienze della Comunicazione nel 2015. Scrivo di calcio internazionale su “Fox Sports”, di calcio regionale su “Il Calcio di Max” e di calcio in generale su “Parola al calcio”.